Si fa presto a dire… Recruiter!

11 Gennaio 2022

Esercizio abusivo dell’attività di Ricerca e Selezione

Per completare il quadro degli operatori attivi nel settore dell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, segnaliamo che esistono soggetti che, non possedendo i requisiti previsti dal testo di legge, svolgono questa attività in modo abusivo e illegale.

E’ fondamentale, infatti, che tutti gli operatori siano autorizzati dal Ministero del Lavoro e iscritti all’Albo Informatico. Naturalmente per permettere tale iscrizione è necessario essere in possesso dei requisiti previsti dal D.Lgs. del 10 settembre 2003 n. 276 e i successivi D.M, vediamoli insieme:

-Capitale sociale non inferiore a euro 25.000

-Garantire la presenza di distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilità analitica, tali da consentire di conoscere tutti i dati economico-gestionali specifici

-Interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro

-Disponibilità di adeguate competenze professionali, dimostrabili per titoli o per specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali

-Presenza della sede legale o una sua dipendenza nel territorio italiano o di altro stato membro U.E.

-Essere costituiti nella forma di società di capitali oppure cooperativa o consorzio di cooperative, italiana o di altro Stato membro dell’Unione Europea

-Avere la disponibilità di uffici in locali idonei allo specifico uso

-Assenza di condanne penali per chi riveste cariche sociali

Negli ultimi anni, purtroppo si è verificato un importante aumento degli operatori che svolgono l’attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro in assenza di autorizzazione ministeriale. Il tema dell’abusivismo è un argomento sempre attuale e che ci vede coinvolti da vicino non solo come Profili ma anche, e soprattutto, in qualità di membri dell’Associazione di categoria CRESCITA.
La nostra speranza è che gli organi competenti si attivino per individuare l’illegalità nel settore stabilendo confini normativi sempre più chiari e rigorosi al fine di evitare la dequalificazione della nostra professione.